DOTT. MANGINI CLAUDIO

il metodo reset

Il “ metodo reset “   è un metodo diagnostico e terapeutico di primo livello che consente di individuare e correggere le modificazioni delle funzioni automatiche principali: respirazione, alimentazione e postura.Nello svolgimento di ogni funzione automatica sono coinvolti e correlati tra loro diversi apparati con l’obiettivo di mantenere invariata l’omeostasi nelle diverse situazioni di stress.

Modificazioni anche minime delle funzioni che l’organismo umano mette in atto per mantenere condizioni ottimali anche in situazioni di stress, rischiano, in determinate situazioni, di diventare costanti, non reversibili autonomamente né con terapie sintomatiche, tanto da poter influire negativamente sul funzionamento dell’intero sistema e favorire ad uno stato di malattia conclamato.

Il “ metodo reset”è un sistema generalista il cui obiettivo è quello di evidenziare le alterazioni nelle funzioni automatiche dell’organismo e correggerle utilizzando tecniche e nozioni specifiche apprezzabili ed utilizzabili nella pratica quotidiana:

  1. a) Metodo Buteyco per la valutazione e correzione della funzione respiratoria
  2. b) GUT SCREENING TEST DELLA FLORA INTESTINALE per la valutazione della situazione microbiologica del digerente e test specifici per il riconoscimento delle intolleranze e delle carenze  
  3. c) Test specifici di kinesiologia applicata e di posturologia clinica che permettono d’individuare le possibili correlazioni tra postura e sintomatologia oggettiva.
  4. d) La Microscopia in campo scuro è un valido supporto nella lettura dello stato generale in quei casi di difficile comprensione in quanto   permette di monitorare lo stato di salute in tempo reale anche in situazione preclinica, dall’analisi morfologica delle emazie.

Alla base del “metodo reset” c’è la convinzione maturata dall’evidenza clinica di venti anni di attività dell’equipe del Centro Dulcamara e supportata dal confronto positivo con specialisti dei singoli settori: soprattutto nel paziente affetto da una patologia cronica risulta utile e spesso necessario valutare l’efficienza delle funzioni automatiche in toto e non solo di quelle collegate al quadro sintomatologico emergente, al fine di scegliere gerarchicamente come resettarle, utilizzando di volta in volta un modello strategico suggerito dalla situazione attuale del paziente e dalla esperienza clinica del terapeuta .

Il metodo viene definito di primo livello in quanto non è sostitutivo delle valutazioni semeiotiche e delle tecniche diagnostiche strumentali convenzionali; inoltre ha il vantaggio e l’obiettivo di permettere in tempo relativamente breve di evidenziare i sintomi conseguenti ad una funzionalità insufficiente e di correggerli operando un reset della stessa prima che si cronicizzi . Nelle situazioni di patologie più gravi, in cui questo intervento non possa per aspetti clinici e condizioni del paziente ottenere un ristabilimento completo del quadro clinico, si otterrà comunque un miglioramento dell’ efficienza delle funzioni, favorendo così la sensibilità ad una terapia adeguata di secondo livello .

Un esempio tipico è quello del paziente affetto da cefalea ricorrente, grande consumatore di analgesici e gastroprotettori, sottoposto spesso a numerosi esami strumentali che non riescono a fornire fino in fondo elementi utili alla terapia: in questa tipologia di paziente altrettanto spesso si possono ricercare con tests muscolari kinesiologici per esempio un deficit della funzione digestiva con marcata intolleranza ad uno o più alimenti, e/o un deficit della funzione posturale causata da un precontatto dentale.

Il reset della funzione digestiva con una dieta adeguata priva degli alimenti a cui il paziente è “intollerante “ oltre al reset della funzione posturale effettuato per esempio con un bite diagnostico ed il successivo intervento specialistico possono portare alla riduzione od alla scomparsa della sintomatologia in tempi relativamente brevi con miglioramento anche dei parametri della funzione respiratoria spesso alterati in queste situazioni di disarmonia posturale.

Il mantenimento dello situazione di omeostasi può essere facilmente mantenuta monitorando l’efficienza delle funzioni con i vari tests consigliati nel metodo che tra l’altro hanno il vantaggio di essere facilmente eseguibili di basso impatto economico per il paziente.

 

GLI STRUMENTI

Il RESET DELLA RESPIRAZIONE: IL METODO BUTEYKO

Per raggiungere e mantenere uno stato di salute e wellness ed operare un buona opera di prevenzione è necessario che venga mantenuto una giusta proporzione tra ossigeno ed anidride carbonica; un eccesso di respirazione causa un esaurimento delle riserve di anidride carbonica, e livelli bassi di anidride carbonica nell'organismo provocano delle contrazioni dei vasi sanguigni ed una mancanza di ossigeno nei tessuti. Il dr. Buteyko, medico russo che per primo si è occupato di questo aspetto ha raccolto e collegato in un quadro logico ed unitario le varie informazioni sui danni prodotti dall'eccesso di respirazione (iperventilazione), che provoca una perdita eccessiva di CO2 . In mancanza di CO2 l'ossigeno non può passare dal sangue ai tessuti (effetto Verigo-Bohr). L'anidride carbonica (CO2) non è soltanto un gas di scarto ma è indispensabile per molte funzioni nell'organismo umano; è tra l'altro indispensabile per consentire il passaggio dell'ossigeno dal sangue alle cellule dei tessuti; in assenza di CO2 questo passaggio non avviene (effetto Verigo- Bohr scoperto fin dal 1900). E' indispensabile quindi che nell'organismo vi sia la quantità giusta di CO2. Una respirazione eccessiva, profonda e rapida, provoca, con l'espirazione, una perdita eccessiva di CO2, e questa perdita provoca a sua volta degli scompensi nell'organismo. Alla perdita eccessiva di anidride carbonica segue una serie di meccanismi difensivi con i quali l'organismo cerca di impedire che la perdita di CO2 arrivi a livelli incompatibili con la vita. Questi meccanismi difensivi sono erroneamente scambiati per malattie da combattere e contro di essi, anziché sulla causa originaria dello squilibrio (e cioè la perdita eccessiva di CO2) viene concentrata la terapia. .Gli effetti dell’iperventilazione sono molto frequenti in quanto favorita da stress e vita sedentaria e iperalimentazione

Il dott. Buteyko ha successivamente ideato alcuni test per valutare il livello d’iperventilazione ed una serie di esercizi per poterla correggere.

Nel metodo reset vengono utilizzati test diagnostici e gli esercizi più importanti per la correzione del deficit

 

IL RESET ALIMENTARE:LE DIETE MIRATE, IL REGIME OLOPROTEICO

Eccesso di alimentazione ed abitudini errate l’industrializzazione del cibo ed il suo inquinamento sono ormai per tutti causa principale della perdita dello stato di salute, è ormai accettato da tutti che malattie cardiovascolari e tumori sono conseguenze di questi fattori. Il funzionamento del digerente ed in particolare dell’intestino tenue e del colon è acclarato essere fondamentale per il raggiungimento ed mantenimento dell’equilibrio omeostatico .Se la flora batterica intestinale è perturbata, le sostanze tossiche ristagnano ed il potere di selezione dei nutrienti diminuisce provocando come conseguenza il riassorbimento delle tossine stesse .quando il sistema immunitario enterico viene costretto ad intervenire con troppa frequenza può succedere che si verifichino reazioni crociate con tessuti dell’organismo dando luogo a varie forme di patologie Evidente espressione della correlazione tra alimentazione, apparato digerente e resto dell’organismo sono le manifestazioni cliniche legate al fenomeno dell’intolleranze alimentari; il reset del digerente non può che avvenire convincendo il paziente a seguire regimi dietetici adeguati e suggeriti dalla valutazione semeiotica e kinesiologica che tiene conto sia della sindrome da intolleranza alimentare che delle cliniche osservazione e consequenziali suggerimenti .Il GUT SCREENING TEST   permette di evidenziare il funzionamento della parte digestiva vera e propria che della flora batterica oltre a valutare la presenza di elementi patogeni a bassa carica come batteri funghi e parassiti . La dieta Kousmine, la dieta ipotossica, la dieta alcalinizzante, la dieta rest,la dieta oloproteica, sono i regimi dietetici alimentari considerati utili e suggeriti per un rapido ed efficace reset della funzione alimentare oltre ad una corretta integrazione

 

LA VALUTAZIONE POSTURALE

La Posturologia, disciplina risultante dalla somma e dal contributo di molte diverse discipline manuali e non, studia gli adattamenti del corpo ai cambiamenti che avvengono nei diversi periodi della vita per migliorarli, sia per alleviare quadri patologici ed algici in caso di disadattamento significativo sia per incrementare una prestazione fisica lavorativa o sportiva. L'esame della postura va condotto utilizzando le correlazioni sistemiche funzionali dello organismo. L'esplorazione del Sistema Posturale Globale é un esercizio di intelligenza in cui possono sommarsi dati e osservazioni di plurima provenienza (dall’anamnesi al ricorso ad ausili diagnostici strumentali), oltre ovviamente al confronto con una "norma" posturale media. La legge della variabilità indispensabile, proveniente dalla cibernetica, afferma che in qualsiasi sistema, sia esso umano o costituito da macchine, a parità degli altri fattori, sarà l'individuo con la gamma più ampia di reazioni a poter controllare il sistema; in aderenza a questa legge  l'approccio sistemico, integrato con una o più  buone conoscenze specialistiche, é sicuramente vincente: lo spettro di valutazioni é il più ampio possibile e discende continuamente dallo specifico al generale e dal generale allo specifico invece che soffermarsi solo ed unicamente su un singolo ambito specifico. Non é raro, anzi é frequente, che chi abbia adeguate conoscenze posturologiche osservando un sottosistema posturale corporeo capisca già lo stato degli altri: ad esempio la valutazione dell’appoggio plantare permette di ipotizzare come sia l’occlusione dentaria e viceversa.Tests di kinesiologia applicata aumentano notevolmente le possibilità di diagnosi e correlazione sistemica nella valutazione posturale.

Nel metodo reset vengono utilizzati i concetti principali della posturologia e le applicazioni kinesiologiche discriminanti per la diagnosi e l’eventuale reset .

 

 

LA KINESIOLOGIA APPLICATA

 

La kinesiologia Applicata è una disciplina diagnostico-terapeutica che unifica le conoscenze e le applicazioni di diverse Discipline e tecniche corporee.

La scoperta della K. Applicata si deve a George Goodheart il quale, per primo, ha messo in relazione i muscoli ed il loro funzionamento con gli organi interni. I primi studi risalgono agli anni 60; da allora la tecnica è stata “affinata e modificata” sino ad arrivare all’attuale che consiste in un test neuromuscolare che, sulla base della contrazione/rilasciamento dei muscoli, valutati seguendo una specifica metodica, permette di “saggiare” alcune funzioni dell'organismo.

E’ comunemente riconosciuto che lo stato di salute viene mantenuto per effetto dell’equilibrio di tre fattori:

  1. la STRUTTURA (anatomia)
  2. la BIOCHIMICA (fisiologia)
  3. la PSICHE e la SEMEIOTICA NEUROLOGICA.

 

Un’alterazione di uno dei tre fattori causa malattia. La Kinesiologia applicata si occupa prevalentemente del primo fattore, ossia della STRUTTURA, che influenza e viene influenzata sistemicamente dagli altri due. Ad esempio, stress psichici possono causare una rigidità muscolare a livello cervicale e questa, a sua volta, può modificare, nel corso del tempo, la struttura del rachide; a quel punto una struttura alterata può provocare a sua volta effetti e modificazioni psico-emotivo-neurologiche ed aumentare inoltre la rigidità locale, ma anche provocare alterazioni a cascata su funzioni, apparati, sistemi anche se anatomicamente ed apparentemente non collegate.

La Kinesiologia applicata mette in correlazione malattia e tensioni o debolezze e lassità muscolari, arrivando a collegare forme e discipline generalmente considerate antitetiche ed incompatibili, appartenenti a paradigmi diversi quali i canali di energia dei meridiani della medicina tradizionale cinese e l'attivazione/inibizione dei fusi neuromuscolari della fisiologia occidentale.La Kinesiologia Applicata è una disciplina tecnica che impiega il test della forza muscolare per evidenziare ed infine riequilibrare squilibri anatomici, fisiologici, psicologici, neurologici ed infine, seppur non accettati dalla scienza come tali, energetici,.

Il test muscolare è , secondo questa disciplina, il “codice” per interagire con il corpo: l’importante, come dice Goodheart, è porre la domanda giusta nel modo giusto. Ciò premesso, possiamo definire la K.A. come una tecnica per ottenere informazioni e per valutare i problemi dell’individuo siano essi lesionali, funzionali o emotivi. I muscoli scheletrici vengono, quindi, usati quali indicatori dello stato di salute/malattia

Il dr G. Goodheart ha elaborato la sua tecnica “fisiologica” basandosi sulla valutazione e misurazione di uno o più muscoli come deboli o forti: nella maggior parte delle tecniche fisioterapiche il massaggio è rivolto a decontrarre le zone corporee in cui vi è contrazione muscolare e quindi presenza di dolore con l’obiettivo di ridurre la sensazione algica, ma è esperienza comune vedere ricomparire il dolore nonostante gli sforzi per comprenderne l’origine. Goodheart notò che massaggiando i muscoli collegati a quello dolente, individuati seguendo le catene muscolari, il dolore scompariva e difficilmente si ripresentava. Insistendo trovòc he vi sono anche collegamenti oltre che tra muscoli ed organi, anche tra muscoli e denti, tra muscoli e cibo, tra muscoli e psiche. Il meccanismo di collegamento tra muscoli ed organi può essere spiegato con le connessioni tra vene, arterie, terminazioni nervose, atteggiamento posturale riflesso, decorso energetico dei meridiani e vasi linfatici. Risulta quindi essere un’ottima tecnica di reset ed è per questo che nel metodo reset vengono utilizzati i test e le manovre correttive principali applicabili alla valutazione dell’efficienza delle funzioni organiche.

LA MICROSCOPIA IN CAMPO SCURO, LA VERA PREVENZIONE

 

La microscopia in campo oscuro è una metodologia di studio delle cellule del sangue per mezzo di un microscopio particolare: l’immagine, che può essere in microscopia o in nano microscopia, così ottenuta può essere proiettata a video ed immagazzinata in un computer per essere successivamente confrontata con modelli di riferimento da appositi programmi.

La microscopia in campo oscuro permette una visione morfologica molto significativa.

La forma, la dimensione ed il comportamento delle cellule del sangue possono essere indicative per lo studio dinamico della biologia dell’organismo.

Per verificare lo stato di salute si possono vedere lo stato di discrasia, lo stato delle membrane, il livello di ossigenazione delle emazie, i danni causati dall’eccesso di radicali liberi.

E’ possibile anche la ricerca di microrganismi particolari quali micoplasmi, muffe, protozoi, miceti e lieviti che non vengono normalmente considerati nelle analisi convenzionali ma la cui presenza spesso è la causa di situazioni di difficile risoluzione .

Risulta quindi essere una metodica diagnostica dinamica sensibile alle variazioni terapeutiche in tempo reale ed utile quindi per monitorare i progressi od i fallimenti terapeutici, una tecnica veramente efficace in un’ottica di prevenzione in quanto le modificazione morfologiche del sangue precedono sempre lo stato clinico oggettivo.